Consigli

La regola dei 30 giorni: cosa dice la legge sugli sconti

Lorenzo Vignati
10 agosto 2026 · 4 min di lettura

Testo scritto con l'assistenza di strumenti di AI e rivisto da Lorenzo Vignati, che ne risponde. Prezzi, storico e classifiche non passano dall'AI: sono dati misurati. Come usiamo l'AI.

Chi annuncia uno sconto deve riferirlo al prezzo più basso dei trenta giorni precedenti. Cosa cambia davvero, e come si verifica prima di comprare.

Un prezzo barrato con una percentuale accanto è la cosa più comune del commercio online, e anche la più difficile da verificare: quel barrato lo sceglie chi vende. Da qualche anno, in Italia, non è più libero di sceglierlo come vuole — e sapere cosa dice la norma cambia il modo in cui si guarda un cartellino.

Che cosa impone la norma

L'articolo 17-bis del Codice del Consumo, introdotto dal decreto legislativo 26 del 2023 che recepisce la direttiva europea Omnibus, dice una cosa sola e molto precisa: quando un venditore annuncia una riduzione, deve indicare come riferimento il prezzo più basso che ha praticato nei trenta giorni precedenti.

Il punto non è la percentuale: è il numero da cui la percentuale si calcola.

Prima, quel riferimento poteva essere il listino consigliato dal produttore, il prezzo di lancio di due anni prima, o una cifra a cui il prodotto non era mai stato venduto davvero. Ora deve essere un prezzo realmente applicato, e recente. È una regola pensata esattamente contro il ribasso che sembra enorme e non lo è.

Perché il riferimento che vedi può non essere quel numero

Su un grande marketplace i venditori sono migliaia, e il prezzo di riferimento che compare accanto a un prodotto può avere origini diverse: a volte è il prezzo consigliato dal produttore, a volte è davvero il minimo del mese. Da fuori i due casi si somigliano molto, perché il cartellino non dichiara da dove viene il numero.

Non è una cosa che si possa dedurre guardando meglio la pagina: l'informazione che servirebbe non c'è. L'unico modo per distinguerli è avere una serie di prezzi osservati nel tempo e confrontarla con quello che ti stanno mostrando adesso.

Come lo verifichiamo noi

Di ogni prodotto che seguiamo rileviamo il prezzo a intervalli regolari e lo scriviamo: ogni volta che cambia resta una riga. Da quelle righe si ricava la cosa che il cartellino non dice, cioè quanto è costato davvero quel prodotto nelle ultime settimane.

Sulla scheda, quando le rilevazioni sono abbastanza, mostriamo il prezzo più basso che abbiamo osservato in trenta giorni e la distanza fra quello e il prezzo di oggi. Se oggi costa più del suo minimo recente lo scriviamo lì: è l'informazione meno lusinghiera che possiamo dare su un'offerta, ed è quella che rende il confronto utile invece che decorativo.

Cosa puoi fare in dieci secondi

  • Guarda quante rilevazioni ci sono dietroun minimo calcolato su tre osservazioni dice molto meno di uno calcolato su venti. Se il numero non porta con sé quante volte è stato verificato, vale poco.
  • Confronta con il minimo, non con il barratoil barrato è un'affermazione di chi vende, il minimo del periodo è una serie di prezzi che qualcuno ha visto.
  • Se la distanza è piccola, il prezzo è fermovuol dire che aspettare non cambierà molto. È un'informazione utile quanto uno sconto: ti dice che puoi comprare adesso senza rimpianti.
  • Se non trovi uno storico da nessuna partel'unica conclusione onesta è che non lo sai. Non è una tragedia — è solo un acquisto da fare a occhi aperti.