Analisi TP-Link Archer BE400 router Wi-Fi 7
Testo scritto con l'assistenza di strumenti di AI e rivisto dalla redazione, che ne risponde. Prezzi, storico e classifiche non passano dall'AI: sono dati misurati. Come usiamo l'AI.
Il salto generazionale arriva nella fascia media, e le porte veloci spostano il punto di strozzatura: resta però un apparecchio a due bande.
Perché comprarlo
- Porte di rete veloci in entrata e in uscita, oltre lo standard della fascia
- Generazione senza fili più recente, con le tecnologie che la accompagnano
- Estendibile con altri nodi compatibili
- Sei antenne esterne
Da considerare
- Non è un modem: serve già un apparecchio che porti la connessione
- Usa due bande e rinuncia a quella più alta che questa generazione saprebbe sfruttare
Le porte contano quanto la radio
Il passo avanti di questo modello non sta soltanto nella sigla della rete senza fili: le porte di rete più veloci dello standard spostano il punto in cui la connessione si strozza. Con una linea in fibra rapida, un apparecchio con sole porte tradizionali diventa il collo di bottiglia anche avendo una radio recente, e questo è il difetto che qui non c'è.
Due bande e non tre
La generazione più recente prevede una terza frequenza, molto più libera delle altre, e questo modello non la usa. Non è una mancanza grave per la maggior parte delle case, dove il traffico si distribuisce senza problemi sulle due bande tradizionali, ma è il dato che lo distingue dai modelli superiori della stessa famiglia e che va conosciuto prima di confrontare le sigle.
Quando conviene
Quando una generazione di rete senza fili entra nella fascia media, la precedente resta a catalogo e scende: è il momento in cui conviene decidere se la novità serve davvero. Per chi ha una linea veloce la risposta è quasi sempre sì; per chi ha una connessione modesta il vantaggio resta teorico.