Perché verifichiamo i prezzi in automatico
Testo scritto con l'assistenza di strumenti di AI e rivisto da Lorenzo Vignati, che ne risponde. Prezzi, storico e classifiche non passano dall'AI: sono dati misurati. Come usiamo l'AI.
Un prezzo scritto una volta e mai più controllato è, dopo poche ore, una bugia. Ecco come funziona davvero il nostro sistema di verifica automatica, e dove ci fermiamo.
Il prezzo di un prodotto su Amazon non è un numero fermo: cambia durante la giornata, sale e scende, torna al listino e riparte. Un sito che lo scrive una volta e poi lo dimentica ti mostra, dopo poche ore, un dato che non esiste più. Per questo abbiamo scelto una regola semplice: nessun prezzo pubblicato senza una verifica recente alle spalle.
Concretamente, un sistema automatico interroga l'API ufficiale Amazon a intervalli regolari e registra ciò che trova. Non è una stima, non è un prezzo "indicativo": è l'ultima rilevazione reale, con l'orario in cui l'abbiamo fatta.
Verificato non vuol dire cambiato
C'è una distinzione che teniamo a chiarire, perché è il cuore dell'onestà del dato. Quando leggi «Prezzo verificato un'ora fa», significa che un'ora fa abbiamo controllato e quel prezzo era ancora valido, non che il prezzo sia cambiato in quel momento.
Il nostro storico, invece, aggiunge un punto solo quando il prezzo cambia davvero: così il grafico resta pulito e racconta la vera storia del prodotto, senza righe piatte inutili.
Due timestamp diversi per due domande diverse: «quando l'avete controllato?» e «quando è cambiato?».
Cosa NON facciamo
La verifica automatica riguarda il prezzo e la disponibilità: quelli sì, li misuriamo.
È una divisione del lavoro netta: la macchina fa ciò che sa fare bene e senza stancarsi (controllare i prezzi migliaia di volte), la redazione fa ciò che richiede giudizio (scegliere cosa vale la pena seguire).