Sottocosto
Vendita a una cifra inferiore al costo sostenuto dal rivenditore. Riguarda il suo margine, non il tuo risparmio: quanto convenga davvero lo dice solo lo storico del prezzo.
Perché conta quando compri
«Sottocosto» descrive una vendita a una cifra inferiore a quanto il prodotto è costato a chi lo rivende. È un'affermazione sul margine del venditore, non una misura di quanto stai risparmiando tu: quel costo lo conosce soltanto lui, non compare da nessuna parte e nessuno può verificarlo dall'esterno.
Nel linguaggio dei volantini la parola ha finito per indicare qualunque promozione forte, spesso su pochi pezzi o per poche ore. Il rischio è che sposti l'attenzione dalla cifra che paghi al racconto che la accompagna, e sono due cose diverse: una promozione può essere davvero conveniente e chiamarsi in un altro modo, oppure chiamarsi sottocosto e valere meno del prezzo abituale di quel prodotto.
L'unico modo per rispondere alla domanda vera resta guardare come si è mossa quella cifra nel tempo. Se il valore di oggi si trova nella parte bassa della fascia degli ultimi mesi, l'occasione c'è a prescindere dall'etichetta; se ci si trova sopra, l'etichetta non la crea.
Termini da leggere accanto
- Street PriceIl prezzo reale a cui un dispositivo si stabilizza sul mercato dopo i primi mesi dal lancio, nettamente inferiore al prezzo di listino.
- Minimo StoricoIl prezzo più basso mai raggiunto da un prodotto da quando è sul mercato. È il segnale definitivo che indica il momento giusto per l'acquisto.
- Prezzo di RiferimentoLa cifra barrata che compare accanto a quella richiesta. Non è un listino ufficiale, e non è nemmeno qualcosa che si è pagato di recente: è il termine di paragone che chi vende dichiara in quel momento.
- Offerta LampoUna promozione che chi vende dichiara a tempo, con una finestra di validità annunciata sulla scheda. Si chiude quando termina la quantità riservata oppure quando quella finestra arriva a scadenza.